Casentino
Terra dura quella del Casentino, aspra, cruda,
che a sera la tavola sempre in parte era ignuda.
La schiena curva era di sì tanto lavoro,
ma non si riuscia mai a sfamar
nè prole, né chi stavan con loro.
Su gli erti colli il contadin a coltivar terra s'avvizza,
anche se il camicion al fin si strizza.
Forgiato di sì tanta fatica e il viso assai scuro,
trova sempre un sorriso anche se lavor è stato duro.
Stremato e di pane affamato, s'accascia nell'ora vespertina,
dopo parca cena, chiude gli occhi fin a mattina.
Ma questa è la sua terra, la sua storia,
aspra, dura e senza gloria.
Come il bambin che s'addorme per il dolce latte succiato,
il contadin or sogna del Casentin,
dolce paese in cui è nato.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!