Il trillo del diavolo
Sibìl di vento s'è levato,
cupo, come se l'inferno l'avesse generato.
Uno strano fragor facean quelle fronde,
come ocean fa sulla costa in balia dell'onde,
sì che l'aria fu presa da tempesta
anche se il dì era di festa.
Era la domenica dell'Avvento,
le bronzee campane
sbattean come canne al vento.
Come minestron che strabocca quando il tegame gli sta stretto,
vidi, di lì a poco, rovinar a terra vecchi alberi e tegole di tetto.
Gli uomini presi furon da tremenda paura,
celando i lor volti in quell'aria scura.
Genti che da anni non si parlava,
il vicino tanto odiato,
si ritrovaron tutti davanti a quel sagrato,
a chieder perdono di tal comportamento
nel giorno santo dell'Avvento.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!