La chiesa sconsacrata
Prono, sulle ginocchia arrossate,
pregai sullo scalino di quell'altare sconsacrato
che il tempo avea per sempre rovinato.
In quell'aere muffata
trovai però quella pace dimenticata.
Il tempo e la sacra ipocrisia
avea ormai abbandonato quella fredda sacristia,
ma qualcosa v'era in quell'insacro loco,
perché piansi di lì a poco.
Non v'erano croci appese
a quelle fredde mura,
le ginocchia erano stanche
e abbandonai ogni premura.
Non so l'ore che che ho passato
ma il buio mi trovò impreparato.
Accasciato su quel gradino,
mi addormentai come un bambino,
che la pace avea ritrovato
anche in un luogo sconsacrato.
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