Soltanto un altro omicidio
Il rosso che schiuma e che sboccia
tra i cocci nella bruma del fosso,
rigagnolo in avanscoperta
di un corpo appena fattosi ricordo,
se lo raccogli (e se lo raccogli muta)
non escludo possa donare
alle tue labbra un che di gotico,
o quantomeno acquattarsi nel nulla
tra un pensiero e l'altro.
Raccoglierai poi l'ipnagogica congerie
del sonno che tarda, e i pezzi
potrai rimetterli assieme,
tua sola realtà non condivisa,
mentre il tuo gatto cieco si alza,
e stiracchiandosi sbadiglia – prima
di riprendere il gioco dell'esistere.
Sinuosamente timido seduce,
perché mostra la fame prima dell'addio,
e sa che ci sono colpe, nel vento,
che il mondo ascolta e non discerne.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
v
veronica de tommaso11 aprile 2011
...atmosfera davvero singolare... inquietante,"gotica",quasi un'allucinazione... ma ben scritta, convincente e d'effetto... piaciuta!
Amara11 aprile 2011
...tenere quanto di caldo ancora resta di chi si è ...consumato... lascia una traccia di bellezza nel compiacimento... e ne trattiene qualcosa in più... anche senza il... qualcuno... poi un bilancio intimo ammorbidito dal dormiveglia... mentre la parte di sé più lontana dal giudizio è già proiettata al prossimo... omicidio... spinta languidamente dalla consapevolezza del poco tempo rimasto e già assolvendosi nell'assoluzione del mondo... o almeno quella parte di mondo che si tiene in considerazione... - questo è quel che ho letto... in una forma che sempre mi cattura e affascina...
