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Introspezione 20 aprile 2011 · lettura 1 min · 1543 letture

Il reduce

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paolo patrizio 36 poesie pubblicate
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La fredda sfera, come gioco di ombra cinese, risplendea fra case e chiese. Quel vecchio paese incantato assumeva ora, un aspetto fatato. Non genti si vedevano camminare ma vivo sembrava quel paese d'amare. Tornato son dall'orribile guerra a ritrovar genti a me care ma qui non c'è più nessuno, nemmeno la mia sposa per poter parlare. Erano scappati tutti al fischiar delle prime bombe per evitar una tremenda ecatombe. Solo per il duro selciato or cammino, nessuno, neppure il pianto di un bambino. Entro nella chiesa consacrata, nemmeno la porta è rimasta, forse una cannonata. Il cuore è stretto per quell'altare rotto, mi ritrovo bambino, disteso a terra, in un pianto dirotto.
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paolo patrizio
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