Il reduce
La fredda sfera,
come gioco di ombra cinese,
risplendea fra case e chiese.
Quel vecchio paese incantato
assumeva ora, un aspetto fatato.
Non genti si vedevano camminare
ma vivo sembrava quel paese d'amare.
Tornato son dall'orribile guerra
a ritrovar genti a me care
ma qui non c'è più nessuno,
nemmeno la mia sposa
per poter parlare.
Erano scappati tutti
al fischiar delle prime bombe
per evitar una tremenda ecatombe.
Solo per il duro selciato or cammino,
nessuno,
neppure il pianto di un bambino.
Entro nella chiesa consacrata,
nemmeno la porta è rimasta,
forse una cannonata.
Il cuore è stretto per quell'altare rotto,
mi ritrovo bambino,
disteso a terra,
in un pianto dirotto.
©
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