Le fragranze dell'eterno
Anche chi, fra noi,
ha sbocconcellato
le fragranze dell'eterno
sente la nostalgia
di sapori terreni,
siano ostriche o cipolle,
peperoni ripieni
dall'aroma triviale,
o castagne arrostite
su un marciapiede d'inverno
davanti a un ristornate
dove si serve caviale.
Ammetto che talvolta
anche l'eterno
ci romba in pancia,
tra tutti i cibi il più ambito,
ed è un succulento richiamo.
Ma un banale tozzo di pane
è la soluzione ottimale
per ricordarci che siamo,
noi pure, un tozzo d'infinito.
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Commenti (1)
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Amara3 maggio 2011
...cosa più del finito... per dirci la vastità dell'infinito?... e noi, che delle misure illimitate non possiamo che farne una specie di spavento nello stomaco, mordendo carne e fango a volte perdiamo gli occhi senza orizzonte... c'è un calore nelle immagini che fa brillare lo sguardo di cose belle... quanto mi piace...
