Reperti
La storia è latte cagliato, un rancido avanzo
sotto zero esposto nella teca della memoria.
Nei musei fa il freddo che fa nei tribunali:
sotto processo va quel che rimane dei ricordi.
Facile come morire balzare allora senza pena
oltre lo steccato, più sottile d'un filo d'erba,
tra la meta e l'andare. Si trattava di sfidare
l'inerzia perché la verità si mettesse in moto.
Ma ci fu comandato di non fare prigionieri
- perché si muore per una libertà, o per l'altra.
Il confine s'è fatto sterpaglia: tutti alla meta,
nessuno più sa le strade. A che serve ora
il sorgere del Sole? L'orizzonte è cancellato.
Sgomenti per il chiarore, invochiamo la notte.
Se la bussola non impazzisce, il gallo è spacciato
e s'inghiottirà il mattino ogni succoso tramonto.
Ad attenderci, appena fuori dall'aula di giustizia,
beffardo ci sarà quel che abbiamo dimenticato:
giudice ultimo e inappellabile a cui render conto.
Ci studieranno gli storici con accademica perizia.
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