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Riflessioni 25 maggio 2011 · lettura 3 min · 1646 letture

Conversazioni col Diavolo

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Massimiliano Manocchia 45 poesie pubblicate
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Poi venne il diavolo, e non aveva i tuoi occhi, né le tue mani, e s'era fatto vecchio al punto che sembrava non avere più nemmeno i domani. Curvo canuto claudicante infermo ed esitante, eppur sempre elegante, sorretto da un bastone da passeggio di smeraldi cesellato e sbeccati rubini, mi tese una mano e farfugliò roco: "Tu che m'hai invocato parla chiaro, e presto! e dimmi che almeno un poco, se non ciò che vedi o ciò che senti, almeno il mio nome ti dà ancor tormenti." Mosso da pena e da pietà infinita per quel vecchietto curvo e sdentato, lo fissai negli occhi acquosi e risposi: "Ahimé, mio vecchio amico, più del nome il tuo aspetto temo, così malridotto e smunto che mi vien da dubitare tu possa ancora respirar per molto." Sulla spalla mia s'appoggiò il demonio allora con incerta mano, e assai tremante cacciò non saprei dire se un sospiro o un rantolo. Fece due passi, ansante. "Lascia ch'io mi sieda," sbuffò, "che, vedi, il Male come il Bene non è eterno, e facile è confonder quel che credi, come scambiar l'estate per l'inverno." "Dimmi, Satana, che vuoi da me?", chiesi. "Parlare un po': nessuno più lo fa ormai." Mi sedetti, sorrisi ed ammiccai, ed egli estrasse un sigaro, che prontamente accesi. Tirò una boccata. Tossì. Infine rise, e vulnerabile tremò per un istante. Tossì di nuovo e s'acquietò dicendo: "Questa roba, lo so, mi ucciderà...", e mi parve di sentire il fruscio di milioni di ricordi e rimpianti in quegli occhi vacui che fissavano dinanzi a sé il vuoto, assopendosi. Silenziosamente, per non svegliarlo, m'accesi anch'io una sigaretta, e attesi. Ah! Che tenerezza m'abbracciò il cuore nel veder così malconcio quei che un tempo era del male il Reverendo. Vedessi un Angelo in uguale stato, ugual pietà non proverei di certo. Mentre ne contemplavo la figura il vecchio scatarrò e si destò di colpo, contorcendosi in un gorgoglio di spasmi. Brancolando, tentò di mettersi in piedi, ma di nuovo s'appoggiò alla mia spalla, ghermendo la mano che gli tendevo. "Dunque," sibilò ripresosi, "cosa credi ch'io possa fare a tuo vantaggio? Vuoi l'eterna giovinezza? Tre desideri? Ricchezza, potere, donne... che altro?" Sorrisi e gli dissi: "Davvero mi tieni in così poco conto? Mio caro amico, no, non m'accontento. Questa volta voglio assai di più: questa volta, vedi, io voglio il sapere." Sogghignò aspro e mi guardò sprezzante e rassegnato. Si protese poi verso me, e porgendomi l'adunca mano dagli artigli sbeccati, "Toccami," disse, e così io feci. "Io non sono più vero d'un pensiero: io sono quel che ognuno vuol vedere, e quel che ognuno vuol vedere è vero."
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Massimiliano Manocchia
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Commenti (4)

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Michele Tropiano25 maggio 2011

Bellissima! Il demonio più umano dell'uomo, che ha il vizio del fumo e ricurvo per l'età; l'uomo più scaltro del demonio, che non cerca l'eterna giovinezza ma il sapere. Mi ha colpito questo distico "Vedessi un Angelo in uguale stato ugual pietà non proverei di certo", ma anche la fine "io sono quel che ognuno vuol vedere, e quel che ognuno vuol vedere è vero", una riflessione giustissima e condivisa. L'incipit è come se fosse una continuazione di qualcosa (di una poesia d'amore? ) , di tanti pensieri contorti, poi la poesia si "srotola" a mò di "favola" moderna. Componimento bello e particolare, stilato con grande maestria. Lo conservo. ... PS. per l'ultimo verso, il punto si mette dopo le virgolette! o è una "licenza poetica"? ihih

Amara25 maggio 2011

...vecchio e stanco il nostro demone... che porta su di sé il peso di tutto ciò che siamo stati... pare arrendersi a due o tre giochi di prestigio... come un mago dalla bacchetta spuntata... ma nella chiusa... è come vederne un nuovo sorriso e sentirne il rivitalizzarsi per un... poi... - sicuramente rileggendo vedrò altro... per ora aggiungo solo che mi piace moltissimo... scritta con la solita classe...

rosanna gazzaniga25 maggio 2011

Letta e riletta. Versi profondissimi: il demonio invecchia con noi nello spazio del cuore dove si è insediato, pensiero magistralmente espresso nella chiusa! stupenda poesia, complimenti!

Rossi Alessio25 maggio 2011

Particolarissima questa poesia... credo la dovrò rileggere qualche altra volta per capirla bene e in profondità. Alcuni versi mi hanno molto colpito. Interessante la tua visione sull'argomento trattato. Complimenti