Il ritorno
e come sarà, se sarà, il tempo
in cui su di me nevicherà vecchiezza?
Nelle ore pigre, e già gravide ormai
dell'eterna muffa dell'infinito
(quello che vile si cela oltre la siepe),
non sarà fingere fatue fantasie
ad accarezzarmi le stanche viscere
con la morbosa delizia e la paura
speranzosa dell'ignoto a venire; e dovrò
negoziare con l'altrui compassione –
io che mai nessuno ho compatito –
o, forse, posare le mie chiappe molli
su una morta panchina incuneata
in verdi angoli sparuti, precaria
concessione di un oscuro giudice
dinanzi al quale la Natura condusse la Civiltà,
denunciandone scempio e oltraggio;
peggio che ostile, mi sarà greve
la pace o, se comprensiva, indifferente.
Osserverò i passanti, che fluttuano
tra un dentro che non comprendono
e un fuori che non conoscono,
come cocci erranti del medesimo vaso
che ripudiano il pane della vergogna.
"Qui, una volta, era tutta campagna,"
mi udrò bofonchiare accidentalmente;
e riderò di me, di me solo. Né più sarà
l'epoca per gli amati, sterili eccessi
del verbalismo intellettuale; mi ridurrò
a fuggire il brusio della parola, piegando
al silenzio i puerili borbottamenti
del pensiero; mi appagherò dei ricordi
riflessi nella feconda inutilità dell'attesa,
preso nell'esteso e indefinitamente estensibile
bordone d'ogni ristretta considerazione
oggettiva. Eppure –
Eppure, eroso dalla rosa del dubbio,
indovinata un attimo prima della magia
dello sfiorire, e dove il tutto non è,
se è, che un continuo ricombinarsi
di spazi occulti e istanti che mi attraversano,
io accompagnerò me stesso all'altro da me,
per rinascere nella medesima sintesi.
E dove il tempo delle ipotesi diverrà l'ipotesi
del tempo, agire il presente parrà
un impeto divino da cui sradicare la forza
per soffiare ancora sul sale della vita, e svelarne
le forme nuove, visibili appena tra le bianche falde.
Ecco come sarà, se sarà, il tempo
della mia vecchiezza e, insieme, del ritorno:
un ponte innevato tra realtà opposte.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Franca Donà astrofelia30 maggio 2011
premetto che non amo le poesie lunghe, demordo subito perché mi appaiono noiose... ma questa mi è piaciuta particolarmente, sia x il contenuto (sono pure dubbi mei) che x il modo in cui sono esposti i pensieri, del tutto condivisi. apprezzata!
