Scritto a Vienna
La fredda eternità mi avvolge,
sicuro di essere immortale,
la penna del poeta è 'n pugnale:
nella canzone la vita si svolge.
E scrivo parole per colmarmi:
di quella calda speranza, amore,
quel pensiero degli anni in fiore,
combatto contro il tempo senz'armi.
È in queste poesie che vivo,
spero, invano, di poter sentire
quel suono eterno del non mentire:
ma è un sogno tetro e cattivo!
E senza speranza mi abbandono
all'immortale divino condono.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
D
Tutte le opere →
L'autore
Daniel Doz
Chi si considera un poeta, non deve rendere nota la sua identità: perché essere poeti è, in fin dei conti, un viaggio dentro il proprio ego, è un viaggio eterno, che trova conforto soltanto nella scrittura. Non esistono aerei, ma solo parole, non esistono paesi, ma soltanto idee, non esistono culture, ma soltanto senti
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!