Palude
Al cuor hai insegnato a palpitar –
solo te vuole, non abbandonarlo,
ti prego, ché nel petto non può più star.
Con l’indifferenza non pugnalarlo
perché soltanto di te si può fidar
benché spesso gli dissi di non farlo
ti voglio bene, al punto di scoppiar
anche quando offeso non ti parlo
ma sei solo la droga che mi turba
sei l’oppio che tristemente m’illude
sei il veleno che ‘l sonno disturba.
Un solo pensiero il cuor racchiude
un solo dubbio la mente perturba
m’abbandonerai in questa palude?
©
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L'autore
Daniel Doz
Chi si considera un poeta, non deve rendere nota la sua identità: perché essere poeti è, in fin dei conti, un viaggio dentro il proprio ego, è un viaggio eterno, che trova conforto soltanto nella scrittura. Non esistono aerei, ma solo parole, non esistono paesi, ma soltanto idee, non esistono culture, ma soltanto senti
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