Tango
Dall'alto
ho contemplato
gabbiani indifferenti
a questa irriflessiva solitudine,
nel volo affaccendato del bisogno,
abradere le ripide pareti
che ascese e ricadute
riserva
alle promesse mai esaudite
...e intanto,
infrange, l'onda,
ed attorciglia, il vento,
i nostri spasmi,
(non bastano al rimpianto,
le parole,
e i pugni non racchiudono segreti)
Sapevo già
del soffice sentiero
tracciato
dalle pieghe dei tuoi fianchi,
sapevo dei dirupi
che un'alba di risveglio, apriva
a incauti passi,
e tutto quel coincidere di seta,
che per pendenze ardite
sarebbe scivolato
dai tuoi sensi...
- ...non fate coricare gli alberi!
Non disperdete la foschia
col nuovo sole!... –
Sapevo della pioggia,
che da capelli fradici
avrebbe scatenato fiumi ardenti,
e del silenzio, assorto,
a disegnare arcobaleni eretti
fra i sogni miei, senz'ali,
e le tue labbra
sapide di sfida.
-...non fate ancora estinguere la notte!
Lasciate ogni tempesta
al suo destino!...-
Sapevo del domani...
e dello stolto ed inconsueto andirivieni
che i nostri cuori affanna,
senza incertezze
o colpe ragionevoli
che possano stremare questa rabbia,
fino a farla distendere s'un fianco...
...e darsi
l'emozione
dell'oblio...
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