Tesori nascosti
Al fin giunsi alla meta
dell'imponente rupe
e d'una bocca informe
oltrepassai la soglia,
lì nella fioca luce
un sordo mormorio:
acqua sorgiva scorre
rapida e poi scompare.
Il freddo mi ghermì,
ma fui distratto
da strane forme
come piovre in mare;
aguzzi ed irti coni
in su rivolti
e dall'impervia volta
in giù puntati.
Restai stupito
nel veder colori
prima d'allora
per me inesistenti.
Mi fu spavento
nel silenzio cupo,
sopra di me il fruscio
di mostri alati
che nella quiete loro
portò scompiglio
il tenue ansimare
del mio respiro.
Quel brontolio
non potè distrarmi
dal contemplare
quelle meraviglie
che poche al mondo
viste in larga scala
a tal bellezza
reggono il confronto;
quando mi avviai
a tornare indietro
ancor rapito
da quel ch'io vidi.
Fuor da quell'uscio
da piena luce accolto,
di quei tesori
ne portai il ricordo.
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