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Riflessioni 13 giugno 2011 · lettura 2 min · 1624 letture

Dalla "Prima lettera al Conte di Saint- Germain"

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Massimiliano Manocchia 45 poesie pubblicate
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In via del tutto sperimentale, prima del cerimoniale, mi sono ritagliato uno spazio nel non- tempo – dovrò pur testare il Nulla prima di capire con che cosa l'Ingenerato l'ha riempito. Con ordine: egli (Egli) si è pensato (se si sia anche colto nell'atto di pensarsi non ci è dato sapere – ma) e pensandosi ha generato l'idea di se stesso. Una manifestazione potenziale, insomma, del divino impersonale, dalla quale, se non erro, ha creato la decisione di essere. Successivamente, certo. Si è guardato. Ha affermato: "IO SONO". Ah la logica: io sono l'Ingenerato. Siamo dunque nati da una contraddizione, da un contrasto, da un'idea di noi stessi in embrione, o dal furore di un errore? Comunque sia, il Generato non riusciva però a vedere se stesso (cioè l'Ingenerato) perché nell'esatto istante in cui si contemplava s'accorgeva che "IO non SONO più". Riassumo (correggimi...) l'Ingenerato generò il Generato ma ogni volta che cercava di ammirare la creazione generata ridiventava Ingenerato: il c'è-non c'è. Attendo, caro Conte, gentile riscontro e nel frattempo sii calmo e sappi: io sono io. Per il momento, almeno.
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Massimiliano Manocchia
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