La donna della sera

Non ti dirò,
lo sai,
di come le mie ore
si dispongono, fra i refoli del giorno,
anche se mi fiorisce in cuore
la certezza
che forse un'altra vita
m'avrebbe avvicinato a te,
odiata
e mille volte amata
...e amara,
come una sera dissoluta
o il sabato noioso
appesi alle lancette
d'un orologio odioso.
Non ti dirò
delle incertezze
perché più d'ogni patimento
arrivi alla tua pelle
il freddo
di questa solitaria bivalenza.
Rimpiango
più d'ogni insicurezza
la flebile speranza della luna
che fa seguire
alla sua morte immacolata
un'altra alba.
Credimi,
più d'ogni raziocinio
mi mancano gli istanti
appesi alle tue labbra:
sipari d'illusione
in faccia
alla certezza del tramonto.
Che cosa mai sarà
di questa storia
se un giorno avanti a un altro
ci scopriremo avvinti
in questa innata attesa
d'incostanza?
Siamo abbastanza simili
purtroppo
per leggere in noi stessi
quanto di più banale
si possa immaginare
dell'amore.
Siamo così diversi
per fortuna
da stare sempre in bilico
fra ignoti precipizi d'allegria
e questa insensata
urgenza
d'amarezza...
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!