Passi

Eppure s'intravede,
quasi nella risacca,
il tuo
fiacco
sognare.
Folate
d'incertezza,
in boschi di propositi
s'insinuano.
Certo,
sarebbe logico
distrarsi
in gorghi di sospiri
appena sciolti,
da cogliere,
senza ritrarsi ancora.
Se solo fosse gemma
il mio pensiero
e mano
questa voce malcelata,
t'avrei coperta d'anni,
per essere, in eterno,
consuetudine
e non una speranza
presa a rate
dal misero mercante
d'inquietudini
che il mio destino
a colpi
affetta.
Man mano
che la nebbia s'approfitta,
è,
questa notte,
sapida
di forma e solitudine,
oppio
di una storia
solo ambita,
...ma vita.
E di te,
ancora un'alba...
un'alba infinita.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!