Il viaggio

Quando i miei capelli
sfioravano
l'aura diafana
d'un sospiro affannato
tu non c'eri
ti veleggiavo ancora
ai confini del destino
e di certo ti avvertivo,
come un soffio sulla schiena
ed ignaro t'intuivo
sviluppando la teoria
del tuo percorso,
matematica incertezza,
di meglio, allora, non trovavo
che disporre spicchi di gioia
come barchette di carta
in oceani di sconforto
allestivo la flotta
che ti avrebbe raggiunta
tracciando rotte ardite
nell'impervia geografia
del tuo corpo
agguantando alisei
che spingessero ai confini
del tuo sguardo
e la sera, che la luna
rivelò i tuoi contorni
ad un cuore ormai smarrito
(da una vita sul cassero
in vedetta)
non c'erano scogliere
a frantumare il fasciame
di un'emozione ridestata
nella notte luminosa
bianche insenature
mi accolsero il riposo...
...e ancòra trattieni
la mia àncora...
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Commenti (1)
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Marisol586 luglio 2011
Un amore a lungo e inconsapevolmente cercato e finalmente trovato... e ancora trattieni la mia ancora... bellissima poesia.
