Primavera

Adesso che il silenzio
ha rinforzato gli argini
e non sa più respingere
questa stagione attesa...
adesso,
che il futuro e già passato,
e gocciola, il pensiero
su prospettive ambite
e mai sopite...
ora,
altre fatalità, nella raucedine
d'un lieve arrivederci latte e miele,
lascian lenire
i giorni che mi restano
alla suprema attesa del disordine,
o di quei pochi e spenti turbamenti
che la mia essenza accetta,
fra braccia abbandonate
e consuetudine.
Eppure...
ci sarebbe un modo nuovo
per non sentirsi avvinti dalla nebbia,
una candela accesa, alla finestra
di questo tramontare
senz'affanni.
Eppure ci sarebbe una speranza...
e un cerchio di giornate
senz'aculei,
per ritornare ad essere
il mio vento,
o quella steppa d'ansia e solitudine
che il carro del mio arbìtrio
ha già solcato,
al centro d'un mattino
ormai sbocciato ...
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