Lutto tanto temuto
Tetre sono le funebri campane,
rintoccano una melodia
triste e, nel lutto, la colonna
striscia lentamente per coprire
di terra umida il tuo corpo
tumulato – nell'eterno sperante.
Giacinti ricopriranno il sepolcro
tuo, caro amico, perché il lutto
tanto temuto è, purtroppo, giunto.
Per te è ora di raggiungere il caos
generatore, esumando dal corpo
l'anima intatta e pura.
Momento di pervenire nel gelido
vortice di ricordi e dimenticanza,
la spirale dello scorrere immobile
del tempo e fonderti con l'infinita
immortalità. Nel suo profondo
silenzio dormi e che il tuo cuore
dolorante possa smettere di
soffrire e, lacrimando, palpitare.
©
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L'autore
Daniel Doz
Chi si considera un poeta, non deve rendere nota la sua identità: perché essere poeti è, in fin dei conti, un viaggio dentro il proprio ego, è un viaggio eterno, che trova conforto soltanto nella scrittura. Non esistono aerei, ma solo parole, non esistono paesi, ma soltanto idee, non esistono culture, ma soltanto senti
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