Il vino
Dalla bottiglia
al primo bicchiere
riecheggi di un suono
quasi gutturale.
Solo al primo
al secondo ti zittisci
rimani in silenzio
fino alla fine.
I profumi salgono
come fertili umori
e si abbattono
annaspando
tra i nari socchiusi.
E languido scorri
dentro di me
con impeto
come un fiume
nel suo letto.
Ti sento scivolare
lentamente
prendere forma
sapore.
Uno stato di quiete
pervade la mia mente
dolcemente avvolta
in un torpore
caldo.
Il dolore si attenua
comincia a galleggiare
come una boa
in un lago
profondo e torbido.
E ogni giorno che passa
ogni momento
cedo
alle tue lusinghe.
Vecchio amico adulatore
sarai sempre il mio veleno.
©
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L'autore
Puccio Nilacci
« Voglio essere poeta, e io lavoro per rendermi veggente: voi non potreste capirci abbastanza, e io non saprei come spiegarvi. Si tratta di arrivare all'ignoto mediante una sregolatezza di tutti i sensi. Le sofferenze sono enormi, ma bisogna essere forti, essere nato poeta, e io mi sono riconosciuto poeta. » Arthur
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