Del mio domani, Ieri

Mi par che la tua voce
risuoni ancora in me.
Percosso come un pampino
nel vento, oscilla il tuo
sospiro rio turchino.
E intona un sentimento
quasi giocoso arioso
che, fresco, aiuta un po’.
Fiorì, come frumento in
turbine, come giardino
in siepe e come fiato amor.
Neppur morente o prossimo
al lenir, potrei
celar respiro che sia respiro
Tuo.
E’ falce anche la Luna.
Ma non dolor caduco, di
goccia in goccia un pianto,
potrei soffrir per te.
Lo scudo è il cuore mio.
Apro il portone e busso,
curioso la tua ombra,
profuma dentro me.
Non son che lai baleni e
pur li godo a bocca immane,
perché mi resti tu
tra i miei desii.
🌐
Pubblicata con licenza Creative Commons: puoi condividerla e ripubblicarla citando l’autore e la fonte.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!