Il tempo e la tua storia

Imprigionato nel vortice tuo
esistere, quando la sera attende
un brivido crepuscolo, rieccoti
apparir.
E una carezza assorbe gli
splendidi gradini illuminati
ad uno ad uno dai tuoi passi
che accorrono al piacer.
Perché smaltata dagli spigoli
d'immenso, come profumo
d'orchidea, vorresti ritornar.
La sera, di sensazione altrove,
nel ciondolante intreccio del
lusinghiero cuor, mi bacia,
d'anelito mi sazia, e ancor mi
nutre di luce e non più d'ombra.
Ombra che ora affila i miei
sensori dal primo all'ultimo
tuo si.
Gemi?
Non spaventarti più.
Calda è la penombra
e il fiato tuo è d'amor.
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