Non è rimasto niente
e gli occhi annodati
si sciolsero brevemente in pianto
nè vita, né morte, né grazia
nè un'anima da udir
col languor d'un lamento
in embolia nel proprio corpo
nè dita, né mani, né braccia
nè un bacio da spezzar
col morso infedele
in fragranza nelle proprie labbra
nè seta, né velluto, né cencio
nè una pelle da lacerar
con la tenerezza d'un rasoio
in affilati momenti tediosi
nè tundra, né plaga, né radura
nè uno spazio da incendiar
col silenzio divampante
nell'alcova di un sole fanciullo
nè pazzi, né stolti, né stupidi
nè un folle da musicar
col pensiero urlante
nella testa pendolante sui rosari
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Commenti (1)
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Amara28 dicembre 2011
...vedo che ha una passione per le anafore... questa la trovo sinceramente pesante... sia per le anafore che per tutte quelle tronche... è un mi gusto personale ovviamente... ma le tronche le abolirei...
