L'atto del rinascere
Si fermeranno i battiti
nella clessidra del nostro tempo
e i riccioli del giorno cadranno
come stormi di uccelli ingannati dal vento
in quella cortesia fra leoni
nella savana del tuo silenzio
con sciami di nubi sorgerò
a masticar l’umido delle mie lacrime
a lucidare i miei fulmini
senza incenerirmi le mani
e tu lasciati sbranare
da quella razione d’aria
di beltà che lo specchio depreda
voglio ritrovare
disamore d’oceani
quel profumo di salsedine in un angolo di Siberia
poi intimità d’onde sui relitti abbandonati
e tu lasciati stringere
da quel gemito ossidato
d’oro che il tuo collo incorona
il filo setoso dell’estate
cucirà il sole alla mia finestra
imprigionando del cielo
la sua saliva di piombo
da impregnar alla lana
per armature invernali
e tu lasciati rapire
da quelle carezze di lingua
a giustificar aspre parole
del frutto reciso dell’anima
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