Vicoli di memoria
Nei vicoli mai scordati
della mia esistenza
i muri scalfiti di salsedine
richiamavano il coro platonico delle onde
e la città decantava nei tini
e nei saggi singhiozzi dei volti stantii
il vecchio cacciatore di stelle
sedeva sul gradino del mare
e la sua voce non colta
lasciava il molo al sol calante
di ogni ritrovata quiete
il profumo del mattino
si lasciava mordere dalle narici
e altrove la vita aveva il gusto del pane
le porte invecchiate dai colori bellici
e l’orizzonte speziato d’oriente
da mandar giù col nero caffè
le pagine dei libri fischiavano
quando scirocco ci sussurrava sul collo
i calorosi dialetti di mute atmosfere
e i topi dalle fessure meridiane
spiavano il tempo dei flutti stradali
le barche tessevano
rosari di conchiglie
nelle pause che predicavano tempesta
e le reti dei pescatori incagliavano
nell'ira contemplata del cielo
e dalla banchina l’altezza delle nuvole
germogliava con il fumo dei camini
🌐
Pubblicata con licenza Creative Commons: puoi condividerla e ripubblicarla citando l’autore e la fonte.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!