Una rosa
una rosa
solfuro fragore pungente
per tacere un istante
di narici
a osare grida senza urlare
se mi guardo al buio ora ti somiglio
e se fossero le spine
quel riccio di spilli in letargo su te
il pettine increspato sulla pelle
la ruggine che tiene ferme le mani
sul tuo corpo gelido
ora temporale tra i rami
ora collina su foto in seppia
ora rete che pesca il tramonto
ora faro per navi affondate
la morte ritorna senza valigia
e se fossero i petali
quelle vesti trasparenti dell’oblio
le mascelle del cielo che ringhiano al vento
il cuscino che inghiotte il sonno
sul tuo capo convesso
ora treccia di rovi sfatta
ora virgola senza frasi
ora vecchiaia senza maschera
ora rinato tuo risveglio
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