I cancelli del Cielo

Cerco un'ora
nella quale potermi crogiolare
germogliare, piangere e dissiparmi morendo,
per poi di nuovo scegliermi,
a modo mio,
questa volta più bello ed alto
perfetto nell'imperfezione neoclassica,
e d'animo puro come l'acciaio delle fabbriche.
I cancelli del Cielo,
quegli incubi pieni di sogni
mi dici che dovrei partire...
ma proprio non posso.
La strada, come tutte le strade, si incrocia
nei destini e respiri
delle genti debosciate che affronto e sconfiggo
poco clamore per averti amata,
nessuna ricompensa per averti lasciata.
E mentre la carovana dei ricordi lentamente prende distanza
ci siamo tu ed io,
pericolanti rotaie che portano sempre più giù,
quotati come cavalli di razza nel vento,
e ritratti di un tempo che non sarà più.
©
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