Travolti nella nebbia
ti ho visto morire
con sei gocce di sudore
travolti nella nebbia
quasi in uno strappo di fumo
come il velo di una sposa cieca
forse oltre
uno scialbo azzurro
l'ira delle ortiche
sul tuo corpo accasciato
e i tuoi occhi ora pigri
nel buio che balza sordo
tra gli spifferi delle foglie
che si adagiano su te
mezzogiorno
anche nel tempo fermo
sullo stridere delle gomme
e il tuo nome si discioglie
in pochi spiccioli di respiro
e scorre fino ai giunchi abbondanati
dalle prede ormai divorate
i bagliori dei fari
spiano tra la bruma delle acacie patinate
come orde alla catena dell'ombra
dove prima livide strade sornione
esalavano i vapori di pianure deserte
ti sono accanto
un'appendice ricurvo
sulle costole taglienti
tendendoti le braccia
fino a toccarti lo sguardo
le dita son una lira musicante
i versi indomabili dei tremiti cardiaci
poi più nulla ricordo
solo il meriggio di un sole malsano
e i tuoi capelli di vimini intrecciati
come sulle verande areate del riposo estivo
una mosca ristora nel giallume grinzito
e una folla trascina i rottami
delle urla accartocciate
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Commenti (1)
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M Grazia Bruschi15 gennaio 2012
leggerla era come essere dentro ai tuoi occhi che sanno vedere ciò che ai comuni mortali sfugge
