Il vicolo della morte
Presto al dì s'alzava quel poveraccio
per tornar alla sera ridotto come uno straccio.
Tanto lavorava in quella fabbrica dal sapor ferroso,
oggi tutti lo scansano come fosse un lebbroso.
Perso ha quel misero lavoro
che cercato avea come l'oro.
Non camicia bianca ei portava
ma con onore una tuta vera
come l'alpino fa
con la sua penna nera.
Esiliato dalla società è stato messo in disparte,
consolazione che lo fu anche Bonaparte.
Ma lui re no fu e nemmeno imperatore,
solo un povero lavoratore.
Non avea né guerre né battaglie da pensare,
solo la sua famiglia dovea sfamare.
Quel dì lo trovarono accasciato
come un fante morto su di un reticolato.
La fredda notte lo avea congelato
pieno di quel liquore che uno sconosciuto
per pietà gli avea regalato.
Che sia su trincea o su una via,
la morte non ha onore,
rimane in bocca solo un acre sapore
di un'altra vita che muore.
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