Per chi intona la vita
padri e figli
fradici di strade
sotto una tunica di nubi
coagulano drammi che scivolano ebbri
pane e vino
come ardere sull'erba secca
nella neve prima del manto salato
se verrà greve spiccheranno il volo
la terra ha zigomi di latta
emporio di nuovi ritratti
sul selciato delle quercie
impiccate ai rami del vento
adolescenza
sulle squame di verdi panchine
si domano le redini
di vele impazzite al vento
madri bruciano sulle seggiole
con livide chiome d'argento
sotto l'ascella del corvo
un agguato di libellule
maturità
tra le cosce biforcute
la ninfea ramata dell'infedeltà
donne ubriache di riccioli
con occhi fulminei
spingono cieli turchesi
sotto le cuspidi del topo
l'aria rimesta antichi ricordi
sommità
un proiettile scortica i timpani
dei martiri nei fusti inchiodati
vecchi scarlatti di licheni
s'aggirano tra i sibili di vita e di morte
trascinando zoccoli dal crudele sapore
sotto le striature del gatto
i semi schiusi del grembo
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