Bianca e severa
cade
bianca e severa
l'imparzialità di Dio
in questi fiocchi spumosi
e s'accalcano come odiose donzelle
dai pensieri succinti e labbra distese
su estatiche forme ormai trasudate
Il biancore gracchia negli occhi
come flauti investiti dal vento
e imbriglia spazi e suoni
a polsi alberati e braccia di cemento
Lontano tra miti e scuri
ciondoli di fiamme su candele
miseri aggiogati
a fumi utopici
frusciano i nudi piedi
nei sospiri notturni
E cade e bisbiglia
Su una branda che sfiora
l'uscio del gelo
sul feretro risveglio del corpo
nel manto salato a conservare la morte
di fiumi e strade colme di grigio
di risa e bimbi fragili ornamenti invernali
Lungo le vie di ghiaia pasciute
l'imprecare di voli su flebili tetti
sopra ombrelli aperti come inutili stracci
per questo bianco sangue che tracima dal cielo
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