Salto nel buio
Affacciato mi son all'inferno stesso,
davanti alle porte, fermo,
come statua di gesso.
Dal forte lamento che dalla mia bocca usciva
per un atroce male,
non accorser di me,
nemmeno i custodi del baratro infernale.
Tale era piena quella malabolgia
che a stento riuscii a riscappar da quella soglia.
Risalito che fui da quella poca luce,
incocciai un'anima dal volto truce,
che indusser me ad affrettar il passo
anche se il corpo mio aveo lasso.
Risalii così da quell'abisso presto,
con animo felice,
ma con sguardo funesto.
Troppo bella è la vita,
anche se tortuosa
e sempre in salita.
Scalar convien però la ripida china
perché credete a me,
l'inferno inghiotte anche chi sol s'avvicina.
©
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