Volgendo dell'amore le spalle
Volterò le foglie
della vite
che riso di bacco galleggi
tra le bocche salve dal vino
e di labbra intagliate
sotto le vesti del rosso porpora
intuirò solo le spine sul telaio del viso
che pare esistere per splendere d’ombra
o per lasciarsi morire
tra le galassie inesplorate dei suoi occhi
volterò le vesti
dei nudi
che freddo di marzo maturi
tra le crepe laviche del pianto
e di mani cobalto
assenti per risorgere profetiche
ricorderò solo lo smalto incolto del mignolo
che pare allineato al trucco del suo sparire
o per sentire il profumo
delle spade fiorite nelle mie mani
volterò le spalle
dei teatrali
che rabbia invisibile s’insceni
tra la folla pagante del silenzio
e di capelli arsi
lungo la schiena che arde di brividi
sentirò solo il fruscio disciolto del vento
che pare cantare la nausea del sangue tra i denti
o per capire il sapore
dell’esistere come uomini spenti senza l’amore
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