America

Cado, di nuovo,
nell'inganno fradicio dei tuoi capelli
sotto il diluvio imperturbabile di un attimo
secondo solo ai tuoi più preziosi gioielli.
La sensualità
del tuo letto adorno di inchiostro, tabacco e vino scadente
o del tuo vecchio impermeabile, compagno di sventure
e di baci fugaci alla luce di metropolitane in corsa;
questo paese, nello svanire d'ogni speranza
alimenta tutte le mie più celate paure.
Mentre i palazzi si tingono di futuro,
le sfavillanti meteore del cinema
sfilano per le strade dell'ottimismo,
inconsapevoli della mancanza minima
di un frutto chiamato altruismo.
Starnutisce il cielo,
raffreddato dal gelo della terra
che si scioglie nei suoi doni
ma impenetrabile il cuore delle belve,
cittadini talvolta cani patrioti .
La Borsa,
scippata d'ogni valore
incespica affannosa nell'eterno "Work in progress"
dell'uomo che aspira a volare,
sempre più su,
ma dove arriverà poi?
Solleticando quell'oceano capovolto
che sovrasta indistintamente tutti,
assassini e benefattori,
baracchini di hot dog e cadillac,
e proprio dove Woody Allen conobbe i suoi amori,
il mare pare dormiente sotto i ponti di Manhattan.
Mentre i giornali vengono stampati di menzogne,
gangster di quartiere,
amoreggiano follemente e fuggono nelle fogne,
o nelle università sfitte di sapere,
saranno presidenti assassini o assassini di presidenti,
saranno il prodotto del logorato potere.
Ma rimani tu con i tuoi libri sul davanzale
dal quale sale un odore sporco di frittura
sono i cuori delle persone
imbottiti di grasso ed orgoglio,
sono quel passato che non c'è
che si riflette nel Vecchio Continente
che tanto ha perso e tanto ha guadagnato,
col senno di poi, col senno di poi...
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