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Introspezione 5 giugno 2012 · lettura 1 min · 6116 letture

Sepolcri fumanti

Elena Poldan 512 poesie pubblicate
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unghie di metallo questi strazi d'inverno Acheronte cocente discende ferendo solca avvampando infiamma d’inferno sepolcri fumanti scuciono cicatrici su nervi di cristallo è una gabbia questa nebbia di smarrimento dubbiosi i passi sul fiato impiccato alle ossa e ciglia in rincorsa è giallo questo pomeriggio senza vento bianco questo sguardo senza contorno avvolgiti alle mie lacrime e fra i miei capelli diventa piuma entra fra le mie incertezze accendi lanterne nei sentieri bui bevi tutto il mio tormento asciuga i miei oceani col tuo mantello cullami fra tenebre e dolcezza soffia sul mio fragile stelo tepore di primavera espandi le mie speranze nel cerchio d’un sasso nell'acqua attendi che sia lenta la mia meraviglia donami l’eterno nella grazia d’una carezza assorbi in un solo lungo bacio tutto il mio abisso che stringe pareti dilata istanti comprime specchi dilania vuoti assorda silenzi e domani è solo un gradino ancora troppo alto per il mio fiato corto
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L'autore
Elena Poldan

Oltre i limiti del finito, oltre giorni preordinati, oltre orizzonti delimitati, c’è uno spazio sconfinato dove navigo alla ricerca di un senso che so già non troverò mai e il bello è proprio questo: è una ricerca senza fine, meravigliosa, che mi disancora da tutto e mi fa sentire libera e infinita. La mia sostanza è

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Commenti (5)

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EnzoL5 giugno 2012

una dolce invocazione, quasi una richiesta di aiuto al proprio amore, per uscire, sparire dall'apatia, dal dolore e dal tempo che ristagna bello l'incedere del testo, lento, da lettura concentrata a ritmo della bella musica di sottofondo, sapore acre ad ogni verso che si sigilla in modo efficace con una chiusa eccellente... a fiato corto... per l'appunto ottima

Duilio Martino5 giugno 2012

Stupenda lirica che diventa invocazione... Lo sconforto che tracima e il desiderio che presto il tutto possa avere fine in un caldo abbraccio... in un lungo bacio che assorba lacrime e dolore. Speciale la chiusa che mi piace da morire. Grande Autrice, autentica... poetare "acuto" in tutti i sensi! Fiocco e segnalazione!

Gentiana Marika28 dicembre 2012

Assorbi in un solo lungo bacio tutto il mio abisso ... Una poesia che lascia il sapore in bocca, molto bella! Complimenti!

D
Delinquente8 giugno 2013

Versi di una elucubrazione di raffinata maniera che ricordano un altro che parlò di sepolcri che ce l'hanno imposto al Liceo e perché imposto non l'abbiamo amato. questi versi dell'Elena mi son risultati più graditi

Azar Rudif24 maggio 2014

Paesaggi infernali dipinti a sbalzo, come cicatrici, sulla propria anima, ma tutto viene abbandonato e raso al suolo da qualcosa che è amore e richiesta di aiuto. Richiesta che è ben definita perché quest'anima sa bene cosa vuole e di cosa ha bisogno: un bacio che prosciughi il suo abisso e che espanda il mondo e che aiuti a superare il prossimo gradino. Versi di malinconica bellezza, ma di esaltante speranza e voglia di vincere i propri abissi. Bellissima e condivisa, la conservo.