Con la mano mi chiami
Una tazza di caffè fumante
brioche scaldata appena
scosto un poco le tende
un vaso un fiore bagnato
filtra il chiarore che ti indovina
il volto tra capelli arruffati sparsi.
Ti guardo mi aggroviglio di nuovo
desideri sudati,
notte appena, non ancora, trascorsa
estenuata di noi
e tu tra queste lenzuola d’azzurro,
gli occhi socchiusi
con la mano mi chiami.
Si affila di raggi l’alba
ma è già ancora notte affannata,
che l’estasi non sazia
e cerca tra labbra e crini
umori e carezze infinite
la via che smarrisce l'anima...
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!