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Sociale 20 settembre 2012 · lettura 2 min · 1166 letture

Miseria e libertà

Vincenzo Rocciolo 44 poesie pubblicate
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Trascini stancamente il tuo corpo senza età, ti muovi con la lentezza calcolata di chi non deve dar conto del suo tempo. Ti vedo vestita di panni sbiaditi e sgualciti dal tempo seduta sulla stessa panchina ormai per te come casa tra gente che ti passa accanto altera e indaffarata. Rinchiusa nel tuo mondo di fragili ricordi ormai non guardi più chi ti osserva con disprezzo e a volte mi sembra di scorger nei tuoi occhi un lampo di fierezza. Eppur s'intravede ancora nei tratti del tuo viso i resti di un'antica giovane bellezza, quando camminavi tra sguardi di uomini adoranti. Dove andrai quando il freddo entrerà nelle tue ossa? Dove sarai quando l'acqua bagnerà i tuoi capelli? Chi ti darà acqua da bere nei giorni dell'arsura? Oggi mi son fermato a guardarti da lontano, un giorno forse troverò il coraggio di abbracciarti senza dirti inutili parole di vuota compassione ma ponendoti con gli occhi una sola domanda che mi assilla: e se fossi tu ad aver capito tutto di questo mistero che è la vita? se fossi tu ad insegnare a tutti cos'è la vera libertà?
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L'autore
Vincenzo Rocciolo

Mi sembra sia passato tanto tempo da quel lontano 5 aprile del 1955, tanto tempo eppure a volte mi sembrano così vicini ricordi, immagini, sensazioni. Sono nato in un caldo paesino del nostro sud, Matinella, in provincia di Salerno, vicino al mare, nei pressi di Paestum e del Cilento. Ero un bambino intelligente, rifl

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Commenti (1)

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Azar Rudif21 settembre 2012

Non credo che questa sia la libertà, ma sono di sicuro persone che hanno sentito più di altri il peso della realtà e per questo motivo la conoscono meglio di tnti altri. La colpa del loro stato è proprio in un'umanità che non riesce a comprenderli e li abbandona alla loro vita.