Unico
L'amore non mi merita
e non vuole appartenermi,
come un vocabolo fuggito dalle stelle,
come il sorriso, cicatrice sulla pelle.
Credevo,
ma non vedevo,
agivo,
ma non facevo,
insieme a quello sbandato che sono io
facevo a botte,
e bevevo senza curarmi del giorno
che diventava notte.
Unico,
ero e sono,
per te,
che te ne andasti senza rumore
in quell'anarchia di sentimenti,
in quella notte parimenti,
solo ed unico.
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Commenti (1)
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Nino Vicidomini18 novembre 2012
C'è tanto scoramento in quello che scrivi. Verranno tempi migliori edio sarò a rileggerti
