Ululato dell'anima
Un passo felpato scuote il mio essere
un ricordo appassionato a cui ancora voglio credere
di un amore privo di alcuna scoria
il tuo muso sibillino encomiabile storia,
che il mondo ha conosciuto purtroppo per poco
vittima della malvagità dell'uomo e del suo vigliacco scopo;
ti ricorderò eternamente come simbolo di me stesso,
Tu capace di lasciarmi di gesso,
Tu col tuo incedere goliardico e sereno,
vittima dell'uomo e del suo mortal veleno.
Non dubitar il mio è ancor vero bene,
rafforzato ancor di più da queste atroci pene,
non dubitar non ti ho dimenticato,
non si può cancellar un così dolce passato.
Ti penso troppo e forse dovrei calmarmi,
Ma nei miei sogni vieni a trovarmi,
Per accarezzare quel pelo di velluto
E ogni mia carezza considerala tributo;
Tu essere come ne esiston pochi,
Io e Te eterni compagni di giochi,
Ti voglio bene e scusa se solo adesso te lo dico,
tuo non padrone, ma eterno amico.
©
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L'autore
Lirico88
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