Apologia ed elogio di una solitudine

Oggi non ci sono più
come un telefono eternamente occupato,
mi sfoglio alla ricerca della prima pagina
che nessuno ha mai scritto.
Mi cerco nei ristoranti
in cui il tempo è un piatto servito freddo,
nel vetro verde delle bottiglie vuote,
nelle fotografie e nei pensieri
in cui sono immortalato
come un punto interrogativo
storto, fiero e brutto.
Mi sostituisco e mi sovrappongo
nella speranza di uccidere tutto ciò che ero
tutto ciò che ancora sono,
allo specchio,
sempre più,
una frase mai finita che si fa distante,
e riposa,
tra le dune sabbiose del mio cuore,
cullata fra i seni della solitudine,
e muore.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!