Undici settembre
C’è un giorno solo
un giorno più tremendo degli altri
che nella storia tragica del mondo
resta proprio scolpito,
proprio da indelebile graffito
sulla bocca triste dei cimiteri,
tristemente scolpito
a tramandare sempre
che il ben più orrendo dei crimini
è stato perpetrato,
proprio nel triste undici settembre
del tremendo millennio.
C’erano solo due torri gemelle,
le più alte e pure le più belle,
in bocca al più enorme dei mari,
dove un giorno storico è nata
e sempre ha dormito
la vera libertà.
Luminose pure torri c’erano,
crogiolo e tesoro
della più elevata
operosità nostra
nate per lambire i santi cieli
e mani assassine
le hanno frantumate.
Belve non uomini che il falso Dio
volevano salvare
hanno escogitato
la colpa delle colpe.
Fu delirio terrore,
orrore e furore,
fuoco triste e strage
sangue folle e morte,
correre e sporcare
l’eterna sacralità
di quel tremendo fiore
chiamato con orrore falso uomo.
©
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L'autore
Mario Motton
Mario Motton, nato ad Adria, antica città romana che ha dato il nome al mare Adriatico. Vive a Verona dove ha compiuto gli studi. Lunghi anni di attività nel settore commerciale, premiato “Maestro del commercio”. Fedele amante della letteratura italiana, ha letto con passione i capolavori francesi, russi e americani. G
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