Verona Magica
Impotente piove il tempo
sul tuo grembo innocente
magica Verona.
Come una fanciulla ubriaca d’amore
tutta ardi nel tuo sole
e vele gonfie di luce,
ritte sull’Adige che pigro scende,
torri pallide e rosse chiese,
indifferenti al cadere dei giorni,
giostre gaie d’uccelli mirano.
Ride il verde sui tuoi colli
e pigra sotto cieli trasparenti
tra mura merlate archi e castelli
come pomposa cortigiana
le braccia apri al curioso forestiero.
Il mattino un odore familiare
di vini veri e sano desinare
sguscia fuori dalle vecchie trattorie,
corre spavaldo per le strette vie,
entra a sposare l’incenso dei fiori
nei nascosti giardini
nei chiostri secolari
dove ancora intatta al sole ti doni.
Ma quando tenera scende la sera
e nella penombra piano piano
il moderno affanno si spegne
in silenzi pregni d’arcano,
diventa stregato l’incanto
e sospese nell’aria puoi sentire,
foglie non più morte,
lieve frusciare d’ali,
eco di voci risorte,
dei tuoi immortali amanti
le parole ardenti ancora.
Zampillo improvviso di fontana
allora e bagliore di lampo
e tocco cupo di campana,
sulla bocca si scioglie prepotente,
voce diventata preghiera e canto,
il pensiero magico del tuo poeta:
“Fuori di te è solo inferno e morte”.
©
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L'autore
Mario Motton
Mario Motton, nato ad Adria, antica città romana che ha dato il nome al mare Adriatico. Vive a Verona dove ha compiuto gli studi. Lunghi anni di attività nel settore commerciale, premiato “Maestro del commercio”. Fedele amante della letteratura italiana, ha letto con passione i capolavori francesi, russi e americani. G
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