Elogio della politica italiana

Riguardo all'attimo,
ed all'incedere
della mia ombra sulla cenere,
vento o forse proprio io,
ad annunciare la mia Venere,
perduta nelle malsane gesta di Dedalo,
e ritrovata nuda
nel letto di una sporca democrazia sovrana, tiranna
e sorda.
E la costituzione,
ci prepara al macello di una vita di lavoro,
ci addomestica e ci ingrassa
e ci chiude in un misero mondo felice di guai,
in cui palazzi, tristezze ed oscenità
diventano lo steccato che non salteremo mai.
Ogni giorno di più,
divento più simile alla sedia in cui siedo
e annego felice nel dimenticatoio di una società meravigliosamente corrotta,
da quando belare è sinonimo di governare.
Rimpiango Pisistrato!
Bestie da soma meditate!
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Massimiliano Moresco2 febbraio 2013
Ottima musicalità. Un senso di pesantezza si avverte in queste dure parole come sassi, per una società che reifica l'uomo e che ben traspare in questa frase "ogni giorno divento più simile alla sedia in cui siedo..."
