Garda
Garda che t'addormenti
piatta tra fresche fronde
o mossa scabre sponde
scendi a molestare,
apri adesso all'occhio curioso
lo specchio immenso delle tue onde
dove azzurro il cielo si tuffa
e felice annega.
Tra corone compatte di montagne
una profonda culla resti ora,
ma non più casacce di pescatori
spuntino amare da viottoli bui:
strade larghe, vicoli luminosi,
piazze fatte presepi colorati.
Al largo, al riverbero del sole
schiere di scafi giostrino spavalde
vicino alle rive,
nell'ansa lieve tremi il canneto,
mentre sulle sponde gruppi confusi
di anitre, folaghe, cigni reali
sciabordino gioiosi.
In volo folti stormi di gabbiani
nel vento bianchi come bianca nube
liberi si levino nella luce
non più vestiboli nostri quaggiù.
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L'autore
Mario Motton
Mario Motton, nato ad Adria, antica città romana che ha dato il nome al mare Adriatico. Vive a Verona dove ha compiuto gli studi. Lunghi anni di attività nel settore commerciale, premiato “Maestro del commercio”. Fedele amante della letteratura italiana, ha letto con passione i capolavori francesi, russi e americani. G
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