Dove l'aquile fan il nido
Portar li piedi volli su quel monte,
senza curar il sudor della vecchia fronte.
Ritrovar voleo la mia pace persa,
per capir la sorte così me avversa.
Forse lassù dove l'aquile fan nido,
spegner riuscirò del dolor il grido.
Così pensando
mi trovai in vetta all'erta china,
ch'anche lo sciocco
a tal meraviglia s'inchina.
Con l'animo lasso,
la schiena posi su un dritto sasso,
con l'occhio alto,
per svuotar il cor dall'ira
e placar l'alma che sempre me sospira.
Attento stetti come colui ch'ascolta,
perché qualcosa udii da quella nube folta.
Non era voce, non era suono,
ma sussurro lieve
che quietar fece il mio cuore greve.
Ancor oggi ripenso a quel che udii,
a quel che ero prima,
cosa accadde veramente su quella cima.
Mai con nessun di tal cosa narro,
ma a volte verso l'alto,
l'occhio intento sbarro.
©
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