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Introspezione 5 giugno 2013 · lettura 1 min · 5870 letture

Il mio silenzio

Elena Poldan 512 poesie pubblicate
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e adesso riesco a guardare dentro le doglie a narrarne il dolore fatto di vene strozzate e pelle che stride sotto falci di pudore e finalmente ho sciolto i miei cavalli che liberi corrono nel vento era questo torturare di parole in silenzi senza strade che scongiurava il mio vivere oscurandomi dentro simulacri di timore semplice era il silenzio fradicio sudario sulle mie solitudini bianche ma spolverando i vuoti rivedo accatastato sotto anni di menzogne e scheletri di lacrime il mio dolore storpio che adesso risale lento e affiora alfine sulla mia lingua sbrigliata e diventa farfalla al circo dei saggi
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L'autore
Elena Poldan

Oltre i limiti del finito, oltre giorni preordinati, oltre orizzonti delimitati, c’è uno spazio sconfinato dove navigo alla ricerca di un senso che so già non troverò mai e il bello è proprio questo: è una ricerca senza fine, meravigliosa, che mi disancora da tutto e mi fa sentire libera e infinita. La mia sostanza è

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Commenti (9)

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Nicolina Macari5 giugno 2013

Un silenzio che sa parlare attraverso note di incantevole poesia. Molto apprezzata.

Elle5 giugno 2013

Bellissima la chiusa, la trovo quasi la chiave che ha spalancato quella porta... o la cura di uno sconforto che ha trovato da solo la sua via, la guarigione, il senso... Come qualcosa che non ha più peso e libera fluttua.

EnzoL6 giugno 2013

che adesso risale lento e affiora alfine sulla mia lingua sbrigliata .

Antonio Biancolillo7 giugno 2013

Si fanno apprezzare i passaggi di versi ...immagini di alto valore... risalgono lenti nel silenzio dell'anima... e tra gli angoli nascosti... tra le porte chiuse di ogni respiro... quella ricerca costante di un senso... Molto apprezzata...

nemesiel7 giugno 2013

Componimento eccellente, per eleganza ed armoniosità dei versi... immagini che arrivano nell'anima riportando alla luce anche i dolori sopiti del lettore... si fruisce e si condivide.

G
Gandalf bleu7 giugno 2013

...e affiora alfine sulla mia lingua sbrigliata... che la mia penna poi tramuta in versi. E che versi! stupenda lirica come tutte le altre del resto. S+ F

Azar Rudif8 giugno 2013

Trovare la forza di guardare se stessi significa anche trovare il "coraggio" di sapersi giudicare. Dal buio della propria anima si passa alla luce. Arrivare a ciò significa riuscire ad esorcizzare tutti quei mali che ci hanno accomapgnato e segnato e scoprire che, in realtà, non erano dei mali, ma solo circostanze... Ciò rappresenta un'evoluzione del nostro essere che tende a distruggere il male. Versi non solo di grande intensità ed espressività, ma di gran eleganza e scorrevolezza.

D
Delinquente10 giugno 2013

Commovente lirica ben rappresentata dallo sfogliare della margherita che sembra dire " Parola Silenzio Parola Silenzio..."

Francesco Rossi28 giugno 2013

Il silenzio non parla perche il parlare produce rumore ed è nella dimensione concreta del Mio Silenzio evidenzio perché di quello dell'autrice si tratta il lettore può percepire l'interiorità del vuoto che deve essere colmato.