Quel veleggiar dei sogni

Amo dei sogni
quel veleggiar d'airone
che privo di legami
culla e nell'aria
plana
...schiude l'eterea soglia
il celeste impero
e il disibinito volo accoglie
...grembo perfetto
per un embrione alato
che senza tema del sibilar tagliente,
intrepido s'adagia nella corrente
e urla tutto il suo profondo osare
all'orizzonte che si staglia innanzi
e al mare.
Schiere dei sogni arditi
veleggiano
simili a un branco di nuvole candide
che navigano in un mare di silenzio
e non sapranno mai vagar solinghe
o come virgola di madreperla
che eccentrica s'esalta
in mare infinito di suggestivi punti
e specchia pendula e sorniona
dove giammai rifletterà altra divina.
Immersa ancor nella gondola
del sonno
sfuma lentamente quella notte
e quell'imperar d'oblio
nella mente
ma graffierà l'istante di malinconia
quel sogno alato
perché il padre d'ogni tempo
sa che il gelo dell'inverno
non si stempera senza un sorriso...
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L'autore
Vivì
Cos’è una poesia se non un fiume di emozioni che sgorga dall’anima di chi la scrive e si riversa come una carezza nella mente di chi legge? Comporre versi su versi ispirati da un suono, il ticchettio della pioggia o il richiamo di un implume nel suo nido... il pianto o il sorriso di un bambino o quello di un perfetto
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