Miraggio di terre lontane

Voglia di divagar dai monti al mare...
spirito libero che mai smette di sognare,
ramingo che non sosta e moderno viaggiatore,
seguace dell’ignoto, della sua mente e il cuore.
Espande quel ch’è d’Icaro la brama di volare
per sorvolare cime e sin sfiorare il sole,
bivacco sotto un ciel che accende boreale
o un punto calcolar nell’emisfero australe.
Miraggio di oasi e terre lontane,
giardini pensili e padiglioni arcani,
e ancor da godere nuove albe e tramonti
sotto un cielo speziato e la luna d’oriente.
Vaga ancor quel desio che ha preso la mano,
onda, mirabil onda d’un mar assai lontano,
deserti, cascate e fiumi impetuosi,
si tuffa quel sogno in un lago turchese.
E’ gentile la brezza che spira su un litorale
carezzando i pensieri scorta sul lungomare,
sprofondare di passi sulla morbida rena
sciaguatta risacca e frizza assai battagliera.
Echi di canti e falò al chiar di luna
con astri preziosi a specchiar in laguna,
melodie strimpellate e con danze sfrenate
fotogrammi ingialliti di vacanze ormai andate.
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L'autore
Vivì
Cos’è una poesia se non un fiume di emozioni che sgorga dall’anima di chi la scrive e si riversa come una carezza nella mente di chi legge? Comporre versi su versi ispirati da un suono, il ticchettio della pioggia o il richiamo di un implume nel suo nido... il pianto o il sorriso di un bambino o quello di un perfetto
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Gran bel testo, complimenti. (Rita Stanzione)
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