I colori che non cogliesti
Seduto alla proda del giorno che muore,
quell'ultimo raggio puntato sul cuore,
è resa alla corsa di un vivere cieco,
di tanta bellezza neppure un'eco.
Con gli occhi specchiati di mille tramonti,
sì misera somma già avulsa d'eterno,
lumeggi la gloria di vacui orizzonti
raggiunti in un sole impaziente e protervo.
Ma i vuoti d'ombra non han ragione...
sono i colori che non cogliesti:
paure infide, svilite emozioni,
parole taciute dove mancasti.
Ciò che credevi d'aver meritato
forse non l'hai nemmeno goduto,
finché il tempo ha svelato il suo fondo
e di quel croco temi l'affondo.
Ora che pace nei tuoi silenzi,
cerchi ramingo tra plaghe oscure,
luce t'assolve...
Chiaro il cinabro si spiega posando
lieve sui gemiti di un aranciato,
sommesso singhiozza un gridellino
nel guizzo insidioso di un blu cobalto...
Sono i colori che non cogliesti
quando ti furono dati in dono,
scoperti nuovi nell'abbandono
al rigurgito ingordo
di questo tramonto...
senza peccato.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
P
Tutte le opere →
L'autore
Paola Piccolo
Già nacqui nana nera, ma della stella mai conobbi lo splendore!Mi toccó in sorte di rifar la vita intera nel percorso a ritroso delle ore.Giunta alla fine poi del mio cammino,la luce avrei trovato...mai di una stella, ma almeno di un lumino!(La nana nera é una stella che ha completato il suo spegnimento...)
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Francesco Rossi22 luglio 2013
Chiude con un tramonto senza peccato la poetessa in questa sua composizione poetica che io vedo come un fissare un percorso interiore esteso e ampliato da impressioni vive e fluttuanti espresso in ottima poetica.
