Dal diario di un vecchio
Come vorrei la carezza di un giorno,
sentire che ancora gli appartengo,
che mi appartiene.
Non sono più che un groviglio di mali
che ansimano nella ragna amara di un sorriso...
mentre ripercorro con desiderio
tutte le strade che mi conducono al di qua di un vetro.
Ove il biancore non ha più volume.
La carne imbianca come certi grani
che crescono nel buio di cantine,
i miei mostri hanno mani di latte
e mi hanno disarmato,
con bubboli di luna
non copriró la rabbia di campane...
E già la biacca si è scrostata al muro.
Le strade vanno e tornano,
nebulose in seno ad una croce.
M'avanzano vibrando tra frange di paura.
Le mie mani tremano alla luce dei ceri
non più di quelle di un bambino
e da bambino gioco ancora al rimpiattino,
col sole,
ma é lui che si nasconde.
Quando guardo al cielo come da una prigione.
Non provo più il piacere delle cose
che pure mi adornarono la vita.
Adesso m'inghirlando di parole,
la stretta forte di una mano fida,
la zampa che blandisce malumori.
É qui il mio cielo del suo bene e male,
quel Dio che mi è vicino
più che dalle pale di un altare.
Donde la luce sgretola la pietra.
Eppure ha vita breve il chiarore del mattino,
siccome i cisti svelati da un giardino.
L'orgoglio di colori che nei vespri
intristisce devoto a capo chino.
E di quest'ora che travolge al buio
le grida di un silenzio solitario
ai margini di un breve foglio bianco,
avverto il tocco caldo della mano
come di un giorno che si chiude piano
sulla mia attesa.
Che non va lontano.
©
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L'autore
Paola Piccolo
Già nacqui nana nera, ma della stella mai conobbi lo splendore!Mi toccó in sorte di rifar la vita intera nel percorso a ritroso delle ore.Giunta alla fine poi del mio cammino,la luce avrei trovato...mai di una stella, ma almeno di un lumino!(La nana nera é una stella che ha completato il suo spegnimento...)
Commenti (1)
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Massimiliano Moresco10 ottobre 2013
I miei mostri hanno mani latte... apprezzo molto questa immagine, sembra evocare un qualcosa di profondo, qualcosa o qualcuno che nonostante sia una figura positiva si negativizza qualora non permetta la crescita personale. Penso ad esempio ad una figura materna che è positiva fino quando non interferisce con libertà del figlio. Lirica interessante.
